Gli effetti del terrorismo sul turismo

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Negli ultimi anni si sono susseguiti una serie rilevante di attacchi terroristici nelle più diverse zone del globo. Gli effetti dei suddetti attacchi comportano una serie di conseguenze. Alcune istantanee, come caos, shock, vittime e insicurezza oltre che altri tipi di conseguenze sul piano politico, tema che non verrà affrontato in questo articolo. Altre che si protraggono in un tempo più o meno lungo. Sicuramente alcuni effetti ricadono anche sull’industria turistica. Indubbiamente, se prliamo di zone ritenute precedentemente all’attacco “sicure”, si verificherà una diminuzione dei flussi derivante soprattutto dall’insorta sensazione di vulnerabilità e di insicurezza. Statisticamente, sempre se ci riferiamo a zone in cui non vi siano già conflitti, è improbabile che nei giorni e settimane susseguenti un attaco terroristico in una zona si verificherà un secondo attacco. Al contrario ci si potrebbe aspettare un attacco in una zona non ancora colpita. Eppure spesso i turisti preferiscono evitare la destinazione attaccata proprio per “paura” che quel luogo sia diventato non più sicuro.

Inoltre vi sono a volte anche questioni derivanti dal danneggiamento di luoghi ed infrastrutture che richiedono effettivamente del tempo per essere riparate o ricostruite. Ma che effetti hanno avuto questi attacchi e quanto durano gli effetti derivanti da un attentato terroristico sul piano del turismo? Possiamo cercare di capirne gli impatti e le tempistiche anallizzando gli ultimi attentati avvenuti in Europa e non solo.

Secondo uno studio del WTTC il settore del turismo riesce a recuperare molto prima a seguito di un attentato rispetto, ad esempio, a catastrofi naturali. Lo studio prende in esame lo storico degli effetti e delle tempistiche necessarie per un completo ripristino del turismo a valori normali a seguito di attacchi terroristici. La media risultante è di circa 13 mesi, molto meno rispetto ad un ricovero derivante da catastrofi naturali dove la stima è di 24 mesi (ad esempio come avvenuto in Giappone nel 2011, anche se in quel caso si è trattato di un doppio disastro: naturale e nucleare- Ulteriore esempio è lo tsunani avvenuto in Thailandia che ha diminuito gli arrivi turistici per almeno 14 mesi), ma spesso il turismo ritorna a valori pre attacco in molto meno tempo, anche solo qualche settimana.

La differenza deriva soprattutto dal fatto che a seguito di gravi catastrofi naturali i tempi di recupero sono strettamente legati alla ricostruzione e riparazione di intere aree.

Difatti il WTTC ha affermato che tutti gli attacchi terroristici, avvenuti in Europa, hanno comportato un impatto molto limitato in ambito turistico.

Prendiamo, ad esempio, l’esplosione avvenuta a Madrid nel 2004. A seguito di questa gli arrivi turistici ritornarono a livello “pre bomba” nel giro di alcune settimane.

Spagna, Madrid turismo a seguito esplosione treno 2004

 

 

L’attacco esplosivo avvenuto a Londra nel 2005, sempre secondo i dati della sede di Londra del WTTC,  non ha addirittura avuto nessun impatto negativo degno di nota sul turismo.

turismo a seguito bomba a londra 2005

Considerazione simile anche per l’attacco avvenuto a Parigi pochi mesi fa, anche se, come riportato da alcune testate, le autorità hanno dichiarato una perdita delle prenotazioni, in hotel di lusso, del 50% e una perdita di entrate turistiche di alcuni milioni di Euro,  oltre che disagi e disservizi nelle immediate giornate successive all’attacco (Musei, concerti annullati, etc..). Tuttavia i flussi turistici non si sono arrestati e attualmente i livelli turistici sono in aumento. Secondo il WTTC, pur se un calo temporaneo si è ovviamente verificato, entro il mese prossimo o al massimo per il mese di Maggio il livello di flusso turistico sarà completamente nella norma. Difatti molti alberghi hanno si’ rilevato un calo nel mese di Novembre e Dicembre 2015 del -40% – 50% delle prenotazioni, ma hanno anche rilevato una buona ripresa a partire dal mese di Gennaio 2016. Parigi era ed è continuata ad essere una tra le mete più visitate in Europa con oltre 80 milioni di visite annue.

Ci si può quindi aspettare una ripresa piuttosto veloce anche a Brussel. Secondo le ultime statistiche nel 2013 Brussel ha ospitato 7,7 milioni di turisti. Attualmente si calcola una perdita economica giornaliera di 51 milioni di Euro, ma sono già in atto campagne atte a ripristinare la sicurezza locale e quindi a trasmettere una maggiore fiducia nel visitare il Paese e la città di Brussel. E’ sicuramente molto probabile che i livelli turistici torneranno ben presto a valori normali.

In alcuni casi la ripresa dei flussi turitici e i danni economici derivanti, appunto, dal mancato turismo è stata più lunga e travagliata, come ad esempio nel caso dell’ 11 Settembre negli Stati Uniti. Secondo il “Department of Homeland Security” si è dovuto aspettare almeno il 2007 per risollevare il turismo a valori pre attacco. Nel rapporto è però anche specificato che il valore numerico derivante dalla diminuzione del turismo è stato influenzato anche da altri fattori economici, come il periodo di forte crisi, che hanno contribuito a mantenere un valore piuttosto basso.

Anche la Tunisa , l’Egitto e la Turchia hanno recentemente sperimentato una diminuzione del turismo a seguito di attacchi terroristici.

Ad esempio in Turchia è stato annunciato, a fine Febbraio 2016, un piano di assistenza finanziaria da circa 86.5 milioni di dollari. Questo perché il settore del turismo, che in Turchia rappresenta il 4% del PIL, ha subito un colpo piuttosto pesante a causa della diminuzione della sicurezza (reale e percepita) e dalla fortissima diminuzione dei visitatori russi che rappresentano una grade fetta degli arrivi in questo Paese. Tuttavia ci si aspetta anche in questo caso un miglioramento dei valori turistici (ovviamente in asenza di ulteriori fattori negativi).

Anche l’Egitto sta attuando dei piani atti a incentivare il turismo adottanto poilitche monetarie più flessibili e investimenti anche se la situazione è ancora critica.

Sicuramente non è sempre facile prevedere i tempi di recupero turistici a seguito di uno o  più attacchi terroristici, molto dipende anche dai luoghi, dalle situazioni economiche-politiche preesistenti in un luogo, dal tipo di visitatori, o meglio la percezione di sicurezza da parte dei maggiori contribuenti alle visite turistiche del paese colpito e da molti altri fattori in combinazione tra loro oltre che ad altri eventi imprevisti che possono verificarsi. In generale però, diversi studi mettono in evidenza come il turismo viene spesso colpito in maniera più leggera da questo tipo di eventi e sicuramente i tempi di recupero di flussi turistici “relgolari” sono molto minori rispetto agli impatti dervianti da catastrofi naturali.

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Gli effetti del terrorismo sul turismo
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Che effetti hanno gli attacchi terroristici sul turismo e quanto durano gli effetti derivanti da un attentato terroristico sul piano del turismo?
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2 Responses

  1. Francesca Prestia
    | Rispondi

    Buongiorno,
    sono una studentessa che sta facendo ricerche su come il terrorismo influenza la domanda turistica.
    Vorrei sapere, in quale studio del WTTC è scritto che la media di recupero del turismo dopo un attentato terroristico è di 13 mesi?

    Attendo una Vostra gentile risposta

    Francesca

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