Effetti della liberalizzazione dell’aviazione sul turismo e riflessioni sulla sua sostenibilità

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Turismo e liberalizzazione industria aeronautica

Non è certamente una sorpresa che il turismo ha avuto ed ha una grande marcia in più dall’avvento dell’aviazione civile, soprattutto per quanto riguarda le grandi distanze. Al giorno d’oggi è possibile arrivare in qualsiasi località in tutta comodità e con tempi relativamente brevi. L’eccezionale crescita del turismo internazionale deve una buona parte del suo successo allo sviluppo dei trasporti che ha permesso soprattutto alla “middle class” di potersi spostare ovunque. Per molte destinazioni il trasporto aereo è il mezzo di comunicazione chiave. Dai dati del ‘UNWTO (UNWTO General Assembly 19th Session, Tourism Towards 2030, 10 Ottobre 2011) , più della metà dei viaggiatori internazionali ha raggiunto la propria destinazione usufruendo di un viaggio aereo. Inoltre il trasporto aereo, così come avviene nel turismo, gioca un ruolo importante anche nell’effetto del moltiplicatore economico.

Secondo una ricerca del 2012 effettuata dall’ Oxford Economics, l’aviazione civile rappresenta il 3,4% del PIL mondiale, inoltre si stima che siano direttamente occupate nel settore oltre 8,4 milioni di persone in modo diretto e oltre 48 milioni nelle industrie correlate ad essa, per un totale di oltre 56 milioni di persone legate occupazionalmente all’industria dell’aviazione civile, e per ogni 100 posti di lavoro generati dalla suddetta industria se ne creano altri 600 nelle industrie correlate (da un report dell’ ICAO del 2005- Circular 292-AT/124, Economic Contribution of Civil Aviation, ICAO: Montréal, Canada).

Ogni giorno ci sono più di 8,6 milioni di passeggeri ed oltre 997.000 viaggi aerei giornalieri. Insomma è davvero un settore che fa grandi numeri. Possiamo anche affermare che al giorno d’oggi trasporto aereo e turismo sono due settori interdipendenti, tuttavia vengono trattati in modo diverso dai diversi governi (diverse direttive, normative, soggetti decisionali), il che provoca a volte dei conflitti sul tema aviazione-turismo e non sempre ne vengono sfruttate appieno le potenzialità. Difatti, in alcuni casi entrambi i settori vengono gestiti dallo stessa area governativa, in altri turismo e trasporto aereo sono due settori assegnati a differenti aree governative e, spesso, in una scala gerarchica a favore del trasporto aereo, ma ovviamente dipende da diversi fattori ed ogni situazione va vista caso per caso.

La liberalizzazione del settore ed i suoi effetti

La liberalizzazione del trasporto aereo ha sicuramente apportato un nuovo slancio al settore e, a causa della succitata interdipendenza, anche al settore del turismo. Gli impatti prodotti dalla liberalizzazione sono stati su più livelli, quindi diretti, indiretti ed indotti. Ma prima di tutto, cosa si intende per liberalizzazione?
Ecco, questo termine descrive l’abolizione di limiti, capacità e tariffe dettate da stringenti regolamentazioni nell’ aviazione civile, a favore del libero mercato, in cui tutte le decisioni sono prese in conseguenza dell’incontro tra domanda ed offerta. Normalmente gli impatti sono divisi in due settori : Economici ed ambientali, ma secondo molti studiosi questi dovrebbero essere affiancati anche da altri impatti come ad esempio ricerca e tecnologia (fonte: Tourism and Air Transport Policies 20th Session of UNWTO General Assembly – Background paper for the General Debate).

Secondo InterVISTAS-ga2 i livelli di crescita del numero di voli e passeggeri nel periodo post-liberalizzazione sono aumentati dal +12% al +50%, a seconda delle zone prese in esame, percentuale calcolata  rispetto ai livelli di crescita del settore registrati nel periodo pre liberalizzazione.

Se guardiamo al grafico qui sotto (che però riguarda solo la crescita del traffico aereo tra gli USA e il Canada), abbiamo una conferma di quanto appena scritto. Nel caso in questione prima del 1996 vigevano delle regole molto restrittive nel mercato dell’aviazione civile, che non permettevano appunto una diversificazione dell’offerta. A seguito della liberalizzazione il mercato, ormai stagnante, subì una forte crescita.

Traffico aereo post liberalizzazione negli USA

 

In riferimento all’Europa, la liberalizzazione del trasporto aereo anche qui ha aumentato in modo drammatico la crescita del settore. In pratica  le diverse compagnie aeree hanno avuto l’autorizzazione ad esercitare i diritti di traffico su tutte le rotte comunitarie. Inizialmente questo aspetto sottostava comunque a delle limitazioni, ma dal 1997 il piano di liberalizzazione è stato completato permettendo , tra l’altro, ai vari vettori comunitari la libertà di fissare le tariffe aeree. Quindi le tariffe charter, le tariffe per voli di linea o voli per il trasporto di merci potevano essere praticate dai vettori aerei comunitari in base ad un libero accordo delle parti.

Il processo di liberalizzazione del trasporto aereo Europeo si verifica nel decennio compreso tra il 1987 e il 1997.

Nel periodo antecedente il settore dei trasporti aerei era fortemente regolamentato, senza concorrenza tra le compagnie nazionali e con tariffe imposte tramite accordi bilaterali tra gli stati.

In sintesi Il processo di liberalizzazione del trasporto aereo Europeo può essere suddiviso in quattro periodi:

  • Nel 1987, in base al primo pacchetto di misure di liberalizzazione, le restrizioni riguardanti le tariffe furono ridotte.
  • Nel 1990, in base al secondo pacchetto di misure di liberalizzazione, fu concesso a tutte le compagnie aeree europee di trasportare passeggeri dai loro stati ad altri stati membri dell’Unione Europea. Le restrizioni riguardanti le tariffe furono abolite.
  • Nel 1993 fu introdotto il terzo pacchetto di misure di liberalizzazione che comprendeva il libero accesso al mercato e una licenza comune per le compagnie aeree. Tutte le compagnie aeree che possedevano una licenza comunitaria potevano servire una qualsiasi rotta nell’Unione Europea e decidere liberamente la tariffa.
  • Nel 1997, in base al terzo pacchetto di misure di liberalizzazione, tutte le compagnie aeree che possedevano una licenza comunitaria potevano eseguire le rotte nazionali in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Il risultato della creazione di un singolo mercato nel trasporto aereo fu che le compagnie aeree Europee ottennero la libertà di scegliere le rotte, la capienza, gli orari e le tariffe e l’influenza dei governi nazionali fu ridotta al minimo.                                                                                                                                                                    Possiamo dire, quindi, che il processo di liberalizzazione del mercato del trasporto aereo ha aumentato la concorrenza e la scelta per il consumatore, abbassando le tariffe

Un altro aspetto importante derivante dalla liberalizzazione è lo slancio che questo ha dato allo sviluppo e alla moltiplicazione delle compagnie Low Cost. D’altronde il fatto che un operatore potesse ordinare nuovi aerei confidando di poter avere accesso ad un grande mercato libero da restrizioni legislative era, ed è, un propulsore importante per accrescere gli investimenti e i servizi, insieme al numero degli aeromobili necessari per svolgerli.

Di seguito uno schema della percentuale di “share” nel mercato dei vettori Low Cost dal 1996 al 2003.

share mercato vettori Low Cost

Il risultato di un unico mercato dell’aviazione Europeo è stato un aumento di 44 milioni di passeggeri, il che ha richiesto un aumento del traffico aereo considerando che la maggior parte dei voli comprendono anche un ritorno.

Di riflesso vi è stato un cospicuo aumento anche nell’ industria del turismo nel suo complesso e tutto ciò che vi è collegato direttamente ed indirettamente.A seguito della liberalizzazione si è stimato un aumento dei posti di lavoro diretti nel settore dell’aviazione in Europa di almeno 1,4 milioni di posti full time e una crescita del PIL di circa 85 miliardi di dollari. Discorso analogo anche per gli altri continenti.

E’ chiaro quindi che la liberalizzazione del settore ha comportato una crescita esponenziale nell’industria dell’aviazione, ma anche a tutto ciò che è collegato e quindi necessità di nuove infrastrutture e aeroporti, personale e tecnologie per la sicurezza, parcheggi, servizi di transfer e altri servizi per i passeggeri, ma anche un apporto importante per la crescita nel settore del turismo , e quindi in termini di maggior numero di camere occupate negli alberghi, maggiori utilizzi dei servizi, e quindi aumento dei posti di lavoro, maggiori entrate fiscali e un importante contributo al PIL.

La questione ambientale

Purtroppo c’è anche un ma…ossia la questione degli impatti ambientali. La sfida è di riuscire a dimunuire gli impatti ambientali che esso produce e se consideriamo che tutte le previsioni, oltre che i dati attuali, confermano un aumento del turismo e un aumento del traffico aereo, non possiamo che aspettarci un incremento delle emissioni di CO2 nei prossimi anni. Attualmente il settore Viaggi e Turismo concorre al 5% delle emissioni di CO2 a livello globale, e il solo trasporto aereo ne rappresenta il 2%.

Nonostante che le compagnie cerchino continuamente di diminuire i consumi di carburante (che rappresentano il 30% delle spese dei vettori) la crescita prevista per i prossimi anni conferma un aumento delle emissioni anche se i consumi di carburante dovessero diminuire. Ci sono molti studi e indicazioni circa il perseguimento di obiettivi “verdi” per l’aviazione, ad esempio uno studio dell’ICAO (International Civil Aviation Organization)  in associazione con l’ UNWTO che si intitola: Statement regarding mitigation of greenhouse gas emissions from air passenger transport, ( 07 Settembre 2010, UNWTO). L’ obiettivo da raggiungere stabilito dall’industria aerea entro il 2050 è quello di dimezzare le emmissioni prodotte ( –50% rispetto alle emissioni registrate nel 2005).

Al momento però, nonostante la ricerca di alcune soluzioni , come ad esempio i biocarburanti , l’impatto è ancora rilevante, soprattutto se consideriamo che le emissione generate dagli aerei dal 1990 e il 2006 sono aumentate dell’87% (fonte: Consulting for DEFRA Febbraio 2006, altri studi indicano come percentuale il 61%) ed il cambiamento climatico è già un dato di fatto.Di questo argomento ne ha parlato anche Rebecca Hawkins, direttore del Responsible Hospitality Partnership, durante la Giornata Mondiale del Turismo dello scorso anno.

Per quanto se ne dica sugli sforzi finora effettuati, il trasporto aereo consuma grandi quantità di fonti fossili non rinnovabili. Inoltre ci sono progetti per aerei supersonici ( in realtà già ci sono), ossia che volano nella zona più alta della stratosfera il che comporta un problema ancora maggiore, se si utilizzano le attuali forme di energia e combustibili, poiché si andrebbe ad avere un effetto diretto sulla stratosfera. Inoltre si stima che l’impatto totale del traffico aereo è dalle 2 alle 4 volte superiore rispetto al dato riferito alla sola emissione di CO2 (Cambridge University) . Su questo argomento ci sono molti progetti e regolamentazioni, anche l’Unione Europea ha stabilito come priorità la questione di rendere il trasporto “verde” ossia con meno emissioni possibilii.

Come già scritto l’impatto ambientale del trasporto aereo è stato calcolato essere del 2%, quindi un dato che sembra tutto sommato accettabile, ma in realtà è una dato comunque molto elevato soprattutto in una visione di una crescita cospicua dei voli nel prossimo futuro. Come già scritto i motori degli aerei producono anidride carbonica (CO2), ossido di azoto (NOx), idrocarburi (HC), monossido di carbonio (CO), fumo. Gli effetti riguardano:

  • cambiamenti climatici (alta quota)
  • qualità dell’aria locale (bassa quota).

Il Rapporto 2007 dell’IPCC ha fornito i seguenti dati relativi al contributo dell’ aviazione al riscaldamento globale:

  • 2% della CO2 prodotta globalmente dall’uomo
  • 13% del carburante fossile consumato dal trasporto totale
  • 1 ton di carburante consumato equivale a 3,16 ton di CO2

Attualmente l’ICAO (The International Civil Aviation Organization ) sta realizzando strategie per ridurre le emissioni gassose prodotte dagli aeromobili.

Conclusione

Il trasporto aereo è sicuramente un settore importante, il suo sviluppo ci ha permesso di raggiungere luoghi impensabili in tempi sempre più brevi e in tutta comodità, apporta grandi vantaggi economici poiché crea posti di lavoro (direttamente ed indirettamente), contribuisce allo sviluppo economico e del turismo (spesso in modo importante) e la liberalizzazione del settore ha spinto ancora più in alto le sue potenzialità.                                         La sfida è di raggiungere il più alto grado di sostenibilità nel più breve tempo possibile, al fine di poter cercare di porre un rimedio al cambiamento climatico e sfruttare altre forme di energia pulite (ovviamente il discorso vale anche per gli altri settori).

In un mondo in cui tutto si valuta sul metro dell’economia dovremmo cercare di cambiare l’approccio, mettendo al primo posto l’ambiente, noi, la terra e poi tutto il resto. Solo in questo modo potremo preservare davvero lo sviluppo futuro in modo equilibrato e, potremmo dire, in un certo egual modo, la nostra stessa esistenza.

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