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Turismo: impatti socioculturali positivi e negativi | PureTourism: turismo e informazioni in un blog!

Impatti Turismo: Società e Culture a confronto

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Foto di Richard Quinn http://richardquinnfineart.com/

Com’è ben noto il turismo è un fenomeno che è determinato da uno spostamento di individui da un luogo verso un altro luogo. Questo implica la generazione di un flusso di persone che si sposta verso altri posti in cui vivono altre persone. Cosa significa questo? Significa che, inveitabilmente, vi è un incontro tra individui con culture, linguaggi, ideologie, credenze, livelli di istruzione di reddito e modelli comportamentali a volte anche molto differenti. Questi “incontri” determinano i cosidetti impatti socio-culturali del turismo. Con questo termine sono quindi considerati sia i fattori sociali che culturali, questo perchè  possono essere considerati come due facce della stessa medaglia, essendo che quasi sempre gli effetti sociali e culturali si sovrappongono. Di norma con l’analisi degli “impatti socio-culturali” si vogliono focalizzare gli effetti e i cambiamenti che vi sono sulla popolazione di una località per effetto dei visitatori. Secondo alcuni studiosi, però, questa visione è limitante in quanto vi possono essere dei casi in cui sono i soggetti “visitanti” ad essere influenzati dalla comunità visitata: vedremo più avanti il perchè.
Prima di tutto và detto che questi impatti non vanno intesi necessariamente come un qualcosa di negativo, altirmenti si potrebbe dire che il turismo è un fenomeno completamente dannoso; ma come per quasi tutti i fenomeni anche qui si possono verificare impatti positivi così come impatti negativi o ancora un mix tra i due estremi.
Non sempre questi impatti sono facilmente misurabili ed individuabili con precisione e sicuramente gli effetti dipendono molto dalla provenienza dei visitatori e dal luogo visitato.
L’impatto determinato tra i turisti e gli ospitanti è un fenomeno che è stato  studiato approfonditamente dai ricercatori, trovando nella classificazione dei turisti in “tipologie” uno strumento generalmente accettato.
Questa classificazione studia i turisti secondo un fenomeno preciso, come la motivazione o il comportamento.

Di solito le tipologie sono due:
turisti da pachetto: sono alla ricerca di attrattive di tipo occidentale, sono spesso associati ad alti livelli di crescita e causano spesso una ristrutturazione dell’economia locale.
Turisti indipendenti: questi si adattano meglio all’ambiente locale e alla struttura sociale, sono associati a tasi di crescita relativamente bassi e conducono spesso a sviluppi di strutture di proprietà locali (cit. “Economia Del Turismo: Teoria e Pratica-C.Copper”).
A questa si può affiancare una classificazione più dettagliata, come quella proposta da V. Smith, in cui  vi è una relazione tra tipologia dei turisti, frequenza del tipo di turismo da loro generato e grado di accettazione delle norme locali:
Turisti Esploratori: sono  in numero limitato caratterizzati da una completa accettazione delle norme locali.
Turisti d’elitè: Osservati raramente  e si adattano completamente alle norme locali.
Anticonformisti: Rari e presentano un buon adattamento.
Turisti insoliti: Occasionali  e  si adattano abbastanza.
Turisti di massa incipienti: Flusso costante ed  in cerca di attrattive occidentali.
Turisti di massa: Flusso continuo. Attendono attrattive occidentali.
Turisti charter : Arrivi massicci  e domandano attrattive occidentali.

Generalmente gli impatti socio-culturali possono essere diretti, indiretti ed indotti.
Diretti: Questo avviene quando è presente un contatto con la popolazione ospitante e si verifica il cosiddetto effetto di dimostrazione, ovvero i turisti influenzano il comportamento con il loro esempio.
Indiretti: in seguito all’effetto di dimostrazione la popolazione stessa influenza altri membri della comunità in seguito al loro mutamento di comportamento e atteggiamento.
Indotti: se la destinazione ha successo questo implicherà un miglioramento economico e quindi possibilimente un aumento del reddito andando a modificare la modalità di consumo della popolazione locale e generando anche nuovi bisogni.

–Alcuni impatti: negativi e positivi–

Tra gli effetti negativi degli impatti socio-culturali sono compresi:
-Sfruttamento sessuale e Turismo sessuale
-Aumento della criminalità: Il tasso di criminalità generalmente aumenta con l’espandersi di un’area urbana, inoltre la presenza in gran numero di turisti con grande quantità di denaro, macchine fotografiche, gioielli, orologi preziosi e altro può aumentare la presenza di criminali nel luogo di destinazione. Tuttavia è difficile stabilire se un aumento della criminalità può essere imputato al tursimo o semplicemente a causa di un aumento della densità di popolazione.
-Standardizzazione: al fine di aumentare la domanda turistica e soddisfare il visitatore potrebbe verificarsi l’offerta di servizi che riproducono gli standard di consumo quotidiano del visitatore stesso pur mantenedno in parte una certa originalità. In altre parole potrebbe esserci uno snaturamento dei servizi offerti, in modo tale che ci sia una percezione di “esotico”, ma in modo non eccessivo, al fine di far nascere una sensazione di normalità e quindi di sicurezza nel visitatore. Probabilmente è anche questo il motivo per il quale hanno avuto molti successo i villaggi turistici, a testimoniare che il turista di massa è alla ricerca di quella “familiarità” anche in luoghi lontani ( turismo istituzionalizzato come lo definirebbe Cohen ).
-Tensioni sociali dovute ad un non rispetto da parte dei turisti delle usanze, credenze e modi di comportarsi della comunità locale. Spesso questo è legato ad una cattiva informazione e ignoranza del turista circa la cultura locale. Inoltre, come spesso accade, il turista adotta un comportamento diverso nel periodo della vacanza rispetto a quello adottato nella propria città durante la sua vita quotidiana.
-Irritazione della popolazione locale: questo può essere dovuto a diversi fattori, come ad esempio una non partecipazione della popolazione all’attività turistica e quindi nessuno o scarso ritorno economico alla comunità locale, la quale ne sorbisce solo gli effetti negativi, oppure un’esclusione della popolazione da intere aree naturali che vengono completamente dedicate all’attività turistica ( spiagge private, zone costiere e/o bellezze naturali non accessibili  etc..) così come a causa del degrado ambientale e deturpazione di risorse culturali causate dal turismo o ancora da un’eccessiva enfatizzazione della differenza di ricchezza tra turisti e locali: esistono alcune circostanze in cui i turisti sono più ricchi della popolazione ospitante, ma questa situazione può essere messa ancora più in risalto dal fatto che i visitatori spesso hanno, come già detto, un comportamento e quindi anche modalità di spesa diversi quando sono in vacanza, il che può portare a diverse problematiche e creare irritazione. Secondo Doxy il processo di irritazione è caratterizzato da cinque punti:
1) livello di euforia: in questo stadio il turista è benvenuto dalla popolazione grazie all’entusiasmo dello sviluppo del turismo
2) livello di apatia: in questa seconda fase lo sviluppo del turismo è iniziato ed è in espansione. Il turista viene visto come fonte di profitto.
3) livello di irritazione: Si raggiunge un punto di saturazione, la comunità non è in grado di reggere ulteriori afflussi di turisti.
4) antagonismo: in questa quarta fase inizia a nascere un sentimento di antagonismo verso il turista che viene visto come portatore di problemi.
5) fase finale: il turista si muoverà verso altre destinazioni. La condizione di un incontro fallito tra diverse tipologie di individui si è verificato.

-Stress causato dallo sfruttamento delle risorse: ciò è particolarmente vero in luoghi in cui vi è un reale deficit di risorse, ad esempio di quelle idriche. Nonostante ciò le popolazione vede dirigere parte delle scarse scorte di acqua verso Hotel o altre strutture dedicate ai turisti a discapito della comunità stessa.

Altri aspetti negativi sono dovuti ad una progressiva perdita di identità locale della destinazione turistica:
-Mercificazione: per mercificazione si intende uno sfruttamento di cerimonie, rituali, simboli; Ad esempio un determinato rito viene abbreviato, reso più “colorato”,drammatico e spettacolare per catturare l’immaginazione del turista che in ogni caso non possiede le conoscenze adeguate per capire il vero significato del rituale originario. La cultura diventa quindi “merce” per andare incontro alle aspettative dei turisti. Altro esempio possono essere souvenir da mettere in vendita sfruttando simboli del luogo che originariamente avevano altri significati che spesso perdono il valore originario anche per le generazioni future della comunità stessa. C’è da dire che a volte, però, la domanda turistica mantiene ancora in vita tradizioni che erano in decadimento nelle destinazione.
-Autenticità messa in scena: In alcun casi è andata crescendo la consapevolezza del pubblico riguardo alle differenze culturali ed etniche, tant’è che una parte della domanda richiede destinazioni che offrano una autenticità culturale, ossia una penetrazione nella cultura locale, il che ha avuto come conseguenza lo sfruttamento di questa identità culturale da parte della comunità locale come mezzo promozionale del sito stesso. Questo ha posto però un dilemma: rendere pienamente partecipi individui estranei della vera cultura locale o tenere le due cose sparate al fine di evitare una contaminazione culturale? E quindi, soddisfare questa domanda o preservare la vera identità culturale?
A questo proposito è stata considerata la possibilità dell'”autenticità messa in scena”, che permetterebbe di soddisfare la domanda e proteggere la cultura. Vediamo di capirci meglio:
I turisti, prima di raggiungere la destinazione, presentano un penetrazione nel tessuto cuturale di un luogo x non molto profondo ( informazioni, tv, sentito dire). Arrivati a destinazione, spinti quindi da motivazioni culturali, “toccano con mano” la cultura del luogo, che viene percepita come autentica. A questo punto il livello di penetrazione è più profondo. In realtà si tratta, appunto, di una messa in scena e quindi la vera identità culturale viene tenuta nascosta, come se ci fosse una barriera invisibile oltre la quale non è permessa un’intrusione estranea. Nel lungo periodo, però, questa “barriera” potrebbe spostarsi sempre più verso il vero patrimonio culturale e quindi il pericolo di contaminazione potrebbe verificarsi. Così come l’attuarsi di questa “messa in scena” potrebbe, col tempo, generare confusione su ciò che è il vero patrimonio e ciò che è stato mostrato andando a modificare il patrimonio stesso. In alcuni casi la messa in scena non è in sè per sè un fattore negativo.

Alcuni aspetti socio-culturali positivi:
-Scambio culturale: il turismo, quando correttamente sviluppato, spinge ad un incontro rispettoso tra diverse culture, credenze e altri aspetti che sono assolutamente positivi. Può quindi incoraggiare la comprensione reciproca tra diverse etnie e contribuire ad una diminuzione dei pregiudizi.
-Maggiore interesse verso il patrimonio culturale della destinazione e quindi una spinta da parte della popolazione locale alla conservazione della sua cultura: inoltre l’interesse verso la storia, la cultura, i riti, credenze ed altro può contribuire a far nascere o rinascere l’orgoglio della comunità ospitante per il suo patrimonio culturale e quindi promuovere tradizioni e consuetudini locali insieme ad una gestione sostenibile degli spazi naturali.
-Aumento del benessere: Ad esempio sviluppo e migliorie nei trasporti, sanità, creazioni di  parchi, aumento dell’occupazione e quindi riduzione di povertà, aumento delle possibilità di svago e divertimento etc..
-Immagine: Questi fattori, messi insieme, contirbuiscono a migliorare l’immagine della destinazione e quindi a valorizzarla.

Da notare, come accennato ad inizio articolo, che esiste anche un’influenza che in alcuni casi viene esercitata dalla popolazione ospitante sui visitatori, quindi all’inverso. Come ad esempio l’adozione di vestiario, cambiamento del consumo di cibi e bevande tipci dei Paesi visitati che vengono “importati” nel Paese di residenza dei turisti divenendo, a volte, di utilizzo comune.

Riferimenti, approfondimenti e letture:
Tourism Alternatives: Potential Problems in the development of tourism, V.L. Smith e W.R. Eadington
Authenticity and commodization in tourism–Annals of tourism Research– E. Cohen
Tourism: Principle and Practice , C.Cooper,J.Fletcher,D.Gilbert,R.Shepherd, S.Wanhill
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