Il Comune dI Carro e i siti di importanza Comunitaria (SIC)

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Con il progetto BioItaly, in ottemperanza alle direttive comunitarie in materia di tutela della biodiversità, la Regione Liguria ha individuato diverse zone di particolare pregio naturalistico. In base a questa direttiva i Liguria sono stati mappati e costituiti 124 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), di cui 99 terrestri e 26 marini e 7 Zone a Protezione Speciale (ZPS). Il valore biotico e abiotico che contraddistingue il territorio comunale di Carro, in provincia della Spezia, è stato evidenziato dall’individuazione delle seguenti quattro aree SIC, interne ai suoi confini amministrativi: RIO DI AGNOLA; RIO DI COLLA; PARCO DELLA MAGRA – VARA; DEIVA – BRACCO – PIETRA DI VASCA – MOLA.

Indicatrice della buona qualità ambientale degli ecosistemi acquatici e terrestri del nostro territorio è la presenza di diverse specie di crostacei, molluschi, anfibi e insetti. Tra queste si segnalano il GRANCHIO DI FIUME (Potamon edule) e alcune rarità faunistiche come il GAMBERO DI FIUME (Austropotamobius pallipes), l’ULULONE APPENNINICO (Bombina variegata pachypus) e il curculionide POLYDROSUS (METALLITES) INOPINATUS. Dal punto di vista scientifico questa specie di Polydrosus è di notevole interesse, per la sua rarità (endemismo locale); vive nei pressi del Passo della Mola dove fu scoperto e descritto per la prima volta nel 1967.

Le Aree SIC

 

I SIC del Comune di Carro sono raggiungibili, mediante gli oltre 70 km di sentieri presenti sul territorio. Per gli amanti del turismo naturalistico a basso costo, il Comune di Carro offre strutture ricettive a bassissimo costo che, permettono di trascorrere un week end o periodi più lunghi, immersi nella natura incontaminata della Val di Vara (la Valle del Biologico). Il contesto ambientale, territoriale condiziona inevitabilmente l’aspetto faunistico che si presenta considerevole e variegato.

I sentieri del percorso naturalistico

Sentieri percorso naturalistico

Tra i mammiferi la presenza più “ingombrante” senza dubbio è dovuta ad un artiodattilo della famiglia dei suidi: il Cinghiale (Sus scrofa), specie ubiquitaria ed onnivora reintrodotta da circa quarant’anni. Un altro artiodattilo della famiglia dei cervidi, il Capriolo (Capreolus capreolus), da alcuni anni è ospite fisso dei nostri boschi. I carnivori sono rappresentati dalla Volpe (Vulpes vulpes) e da un folto numero di specie appartenenti alla famiglia dei mustelidi: la Faina (Martes foina), la Donnola (Mustela nivalis), la Puzzola (Mustela putorius), l’onnivoro Tasso (Meles meles) e sino a pochi anni fa, nei pressi del fiume Vara, dalla rarissima Lontra (Lutra lutra). Tra i roditori si segnalano i vari topolini, domestici e selvatici, e le arvicole. Inoltre il Ghiro (Glis glis), il Moscardino (Muscardinus avellanarius) e lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris) i quali si alimentano in gran parte con i frutti del bosco. Solo in questi ultimi anni ha fatto la sua comparsa un grosso roditore, l’Istrice (Hystrix cristata). L’ordine dei lagomorfi è rappresentato dalla Lepre (Lepus europaeus).

Tra gli insettivori si ricorda il comune Riccio (Erinaceus europaeus), sovente “vittima della strada”, la Talpa comune (Talpa europea) e i piccoli Toporagno comune (Sorex araneus), Toporagno nano (Sorex minutus), Toporagno appenninico (Sorex samniticus), curiosi animaletti dal muso allungato mangiatori di lombrichi, ragni e insetti. Vi è inoltre il Mustiolo (Suncus etruscus) il più piccolo mammifero europeo. Per la famiglia dei chirotteri se ne citano alcuni: il Pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus); il Pipistrello albolimbato (Pippistrellus kuhlii), il pipistrello di Nathusius (Pipistrellus nathusii); il Pipistrello di Savi (Hipsugo savii); il Rinolofo minore (Rhinopholus hipposideros). Il popolamento ornitico è rappresentato da un’ampia varietà di specie. Nei rapaci la presenza più comune è senza dubbio la Poiana (Buteo buteo) sovente ammirabile in volteggi aerei accompagnati dal caratteristico “sibilo” e il Gheppio (Falco tinnunculus). Un po’ più raro è lo Sparviere (Accipiter nisus), abilissimo cacciatore. Nei predatori notturni sicuramente rilevante è la presenza dell’Allocco (Strix aluco), della Civetta (Athene noctua) e del Barbagianni (Tyto alba). Particolari per il loro aspetto e per il loro comportamento sono quattro uccelli che arrivano da noi in primavera: il Succiacapre (Caprimulgus europaeus), uccello di abitudini notturne, predatore di insetti che cattura in volo con il suo largo becco; l’Upupa (Upupa epops), chiamato in dialetto “gallettu de marzu” per la tipica cresta di penne che ha sul capo; il Rigogolo (Oriolus oriolus) dallo spiccante colore giallo e le ali nere; il Cuculo (Cuculus canorus); quest’ultimo depone le sue uova nei nidi di altre specie di uccelli i quali, ignari, provvederanno sia alla cova che allo svezzamento dell’ “ospite”.

I passeriformi sono innumerevoli, di seguito se ne citano alcuni. Facilmente osservabili sono la Ghiandaia (Garrulus glandarius), localmente chiamata “gazza” e la Cornacchia grigia (Corvus corone), entrambe appartenenti alla famiglia dei corvidi. Inoltre troviamo, tra gli altri, il Passero (Passer italiae), la Passera mattugia (Passer montanus), il Fringuello (Fringilla coelebs), il Cardellino (Carduelis carduelis), il Verzellino (Serinus serinus), il Verdone (Carduelis chloris), il Merlo (Turdus merola), il Tordo bottaccio (Turdus philomelos), la Tordela (Turdus viscivorus), l’Averla piccola (Lanius collurio), la Cinciallegra (Parus maior), la Ballerina gialla (Motacilla cinerea), la Ballerina bianca (Motacilla alba), il Pigliamosche (Muscicapa striata), l’Usignolo (Luscinia megarhynchos), la Capinera (Sylvia atricapilla), il Beccafico (Sylvia borin), il Regolo (Regulus regulus), il Pettirosso (Erithacus rubecola), lo Scricciolo (Troglodytes troglodytes), il Luì piccolo (Philloscopus collybita), il Picchio muratore (Sitta europaea) localmente detto “pescandula”, il Rampichino (Certhia brachydactyla), la Cinciarella (Cyanistes caeruleus o Parus caeruleus) e il Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus); quest’ultimo abilissimo nuotatore frequenta alcuni ruscelli della zona. Altri frequentatori di corsi d’acqua sono il Martin pescatore (Alcedo atthis) e l’Airone cenerino (Ardea cinerea), di possibile osservazione soprattutto lungo il tratto del Fiume Vara. Gli abitatori tipici degli ambienti boschivi sono i picchi, tra questi troviamo il Picchio verde (Picus viridis), il Picchio rosso maggiore (Picoides major) e il Picchio rosso minore (Picoides minor). Per concludere questa breve panoramica sull’aspetto ornitologico si citano alcuni migratori comuni come: la Rondine (Hirundo rustica), il Balestruccio (Delichon urbica), il Rondone (Apus apus), volatore acrobatico velocissimo, la Tortora (Streptopelia turtur), il Colombaccio (Columba palumbus) e la Beccaccia (Scolapax rusticola).

Di seguito un breve cenno sulla fauna minore, l’insieme delle specie animali con l’esclusione dei pesci, dei mammiferi e degli uccelli. Tra gli anfibi comunemente si può incontrare il Rospo comune (Bufo bufo). Gli altri anfibi presenti sono la Rana appenninica (Rana italica), la Rana agile (Rana dalmatina), l’ululone appenninico (Bombina variegata pachypus), il Tritone alpestre (Triturus alpestris) e la Salamandra pezzata (Salamandra salamandra). Nei rettili è facilmente avvistabile il Ramarro (Lacerta viridis o Lacerta bilineata), la Lucertola muraiola (Podarcis muralis), l’Orbettino (Anguis fragilis), Il Coluber di Riccioli (Coronella girondica), il Biacco (Coluber viridiflavus o Hierophis viridiflavus), il Saettone o Colubro di Esculapio (Elaphe longissima o Zamenis longissimus), localmente indicata come “verdona” e la Natrice dal collare (Natrix natrix), specie semiacquatica. Quest’ultimo colubride localmente viene chiamato in due modi distinti: nel suo stadio giovanile e il maschio “biscia d’acqua”; la femmina adulta, meno dipendente dagli ambienti acquatici, è denominata “baggea”. L’unico serpente velenoso presente nel nostro territorio è la Vipera comune (Vipera aspis). La Trota fario appenninica (Salmo macrostigma) riconducibile alle antiche popolazioni autoctone di trota mediterranea, l’Anguilla (Anguilla anguilla), il Vairone (Leuciscus souffia) e il Barbo (Barbus plebejus) sono i principali pesci che popolano i ruscelli della zona.

Tutte le strutture ricettive del nostro territorio sono presenti sui siti specializzati come www.booking.com  www.tripadvisor.it www.bed-and-breakfast.it altrimenti potete cercare direttamente: Hotel HR NATURAM, Agriturismo IL FILO DI PAGLIA, Agriturismo CA’ du CHITTU, Agriturismo ANTICO CORNIO, b&b IL PERGOLO, b&b LORY E LELLA, Affittacamere IL FORTE.

Articolo elaborato da Alessandro Mainardi

Parte Scientifica curata dal dott. Carlo Firenze

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