Europa: la destinazione preferita dai turisti nel mondo!

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Europa destinazione turitica più richiesta
Foto: Rickard Rivellini©

Secondo un’indagine sulle attitudini dei viaggiatori ad effettuare viaggi di lungo raggio, promossa dall’ETC (European Travel Commission) in collaborazione con l’ETOA (European Tourism  Association) e l’ Eurial Group, nonostante le tensioni politiche, le economie in difficoltà e la  concorrenza agguerrita nel settore del Turismo, l’attitudine dei turisti extra europei a viaggiare verso destinazioni Europee rimangono molto positive per il 2015. L’indagine è nata per scoprire la potenziale attrattiva dell’Europa come destinazione scelta da potenziali turisti provenienti da zone extra-europee , soprattutto a seguito delle incertezze causate dagli attentati terroristici e dalla ancora presente instabilità economica nell’Eurozona. L’indagine ha come fulcro i maggiori mercati chiave per il turismo in entrata nell’Eurozona, ossia Brasile, Giappone, Cina, Federazione Russa e gli USA.

Il progetto si basa su circa 1,000 interviste effettuate in ognuno dei mercati in esame, con una cadenza di ogni 4 mesi per monitorare le intenzioni delle persone , e quindi potenziali turisti, a viaggiare in Europa e cercare al contempo di capire che caratteristiche avranno i loro viaggi, e quindi le motivazioni e/o i dubbi. I risultati verranno pubblicati periodicamente. Questo articolo si rifersice ai primo risultati elaborati dai promotori dell’indagine ( il prossimo rapporto sarà pubblicato a Maggio 2015).

Punti chiave del primo rapporto 2015

La volontà di effettuare viaggi a lungo raggio è maggiore nei mercati emergenti:  In Brasile e Cina, ben due intervistati  su tre hanno espresso una volontà positiva circa la possibilità di effettuare viaggi al di fuori del loro paese e della loro regione geografica (quindi al di fuori, rispettivamente, dell’America Latina e dall’ Est Asiatico,

In virtù di  una forte economia e da un incremento dei consumi, l’attitudine a viaggiare è molto forte anche per i cittadini statunitensi:  In questo mercato 1 intervistato su 2 ha pianificato almeno un viaggio al di fuori del Nord America.

Più difficile la situazione in Giappone, a causa delle difficoltà economiche che attualmente il paese del Sol Levante sta attraversando:  In questo mercato solo tre intervistati su dieci hanno pianificato viaggi al di fuori della regione dell’Est Asiatico.

Europa: la destinazione preferita

La buona notizia è che la destinazione preferita da tutti i potenziali turisti intervistati è proprio l’Europa! Di tutti i Brasiliani, Cinesi, Giapponesi e Statunitensi intervistati che hanno dichiarato di aver pianificato un viaggio di lungo raggio nel 2015, ben quattro su cinque hanno indicato come destinazione l’Europa. I paesi maggiormente nominati sono stati Francia, Germania e Italia ( ecco perché il turismo nel nostro paese deve essere incentivato e promosso, non bisogna aver paura di investire –nel modo giusto- ed innovare, il nostro potenziale di attrattiva è enorme..!).

Inoltre l’Europa rimane una destinazione importante anche per i russi: molti degli intervistati non hanno ancora realmente pianificato un viaggio a causa della forte crisi economica  che stanno affrontando, difatti solo uno su quattro ha realmente pianificato un viaggio, ma molti rimangono comunque ottimisti e sperano di poterlo fare nel corso del 2015. Il 60% degli intervistati hanno comunque indicato l’Europa come destinazione.

L’indagine si è concentrata anche sui periodi dell’anno preferiti dai diversi mercati per viaggiare: i brasiliani e i cinesi preferiscono i periodi che per il mercato Europeo sono di bassa stagione (Gennaio-Aprile), a differenza degli intervistati giapponesi e statunitensi che preferiscono periodi di alta stagione. Inoltre la maggior parte dei cinesi e brasiliani hanno dichiarato che per loro sarebbe il primo viaggio verso l’Europa, a differenza degli Statunitensi e dei Giapponesi che, in buona parte, hanno dichiarato di essere viaggiatori ricorrenti in Europa, ovvero di aver già viaggiato in passato nell’Eurozona. Stesso discorso anche per gli intervistati russi che hanno già  spesso viaggiato in Europa.

Attitudine a viaggiare verso l'europa 2015

Ulteriori informazioni circa l’indagine si trovano sul sito dell’ETC

Nota personale: L’indagine effettuata è sicuramente molto interessante, così come sarà interessante osservare i report futuri e i dati reali. Il turismo è un’industria importantissima e, a mio parere, un punto chiave nel superare la crisi e sicuramente un valore aggiunto di primissimo piano nell’economia europea. Lo scorso anno gli arrivi turistici internazionali (su scala globale) hanno segnato un nuovo record e l’indagine in questione va ad incrementare ancora di più l’ottimismo per la scena Europea . Troppo spesso si utilizzano fondi, si investe  o si spendono risorse per progetti inutili, o peggio ancora si tagliano fondi laddove non andrebbe fatto. Il turismopromosso  e sviluppato nel migliore dei modi. L’Italia non fa eccezione con le sue infinite possibilità di attrattive. Ricordo che l’Europa è tutt’ora la destinazione N.1 nel mondo per turismo in entrata con oltre 588 milioni di arrivi e più del 50% di share nel mercato turistico. Giusti investimenti, corretta gestione/promozione e, soprattutto, sviluppo sostenibile e responsabile sono le parole chiave per una economia e un turismo di successo.

Sei d’accordo? 🙂

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3 Responses

  1. Giovanna
    | Rispondi

    Assolutamente, nell’ albergo dove lavoro abbiamo fatto molto per adeguarci ed innoinnovarci in una visione sostenibile e responsabile. Tutto questo ha portato un grande vantaggio in termini di apprezzamenti e aumenti degli utili . In una realtà più estesa non c’è dubbio che il turismo va promosso a livello territoriale in maniera più efficiente( ancor più in un Paese come il nostro che ha moltissimo da offrire a noi quanto a chi viene a visitarci) , al fine di migliorare lo sviluppo economico e al contempo preservare l’ambiente ( nel senso più ampio del termine) . Complimenti per il blog, sempre molto ricco di informazioni utili!

    • PureTourism
      | Rispondi

      Ciao Giovanna,
      grazie per il commento e per le informazioni e le opinioni condivise!
      Condivido appieno quanto da te scritto, speriamo che questo approccio venga seguito sempre di più. Condivido, come si capisce anche dal post, la necessità di investire in maniera più efficiente nel turismo. L’ Italia , così come l’Europa, ha moltissimo da offrire e l’indagine dell’ETC conferma che molte persone amano visitare il nostro continente e la nostra nazione. Sviluppare al meglio il turismo ed organizzare meglio le risorse mi sembra davvero una cosa logica (sia in una macro che in una micro visione), peccato che non sempre venga fatto!

      Grazie ancora per il commento e a presto,
      🙂

  2. Gabriele
    | Rispondi

    Sicuramente un articolo ben fatto e utile per comprendere quali possono essere i trend del prossimo futuro.
    Riuscire ad attrarre flussi turistici provenienti dai paesi che oggi rappresentano i maggiori attori economici è la sfida di tutti: Governi nazionali e locali, organizzazioni, operatori del settore.
    Tuttavia ravvedo 3 handicap per quanto riguarda il contesto nazionale:
    1)la mancanza di infrastrutture adeguate, che più in concreto si traduce in assenza di servizi. Basti pensare al carattere prevalentemente europeo dei nostri aeroporti. Nel caso delle ferrovia, di cui si potrebbe scrivere un trattato internazionale, nel caso peggiore arriviamo a tariffe non concorrenziali con altri paesi, quali la Germania (basti pensare che con 8€ in Germania si ha un ticket di kilometraggio illimitato se si viaggia in gruppo di 5 persone).
    2) Problemi di carattere politico, amministrativo che si traducono in inefficienza del sistema. Inquinamento, abusivismo, dissesto idrogeologico non sono solo problemi interni, ma che si riversano anche in ottica turistica. Paesi nostri competitors, basti pensare alla Grecia, Croazia, Spagna, Turchia, ma anche Romania e Bulgaria (non analizzando i Paesi del Nord Africa per evidenti problemi di sicurezza) sono riusciti attraverso politiche di pianificazione turistica a strutturare offerte e addirittura alcune località, fatte su misura sui turisti. E che solo grazie a questi riescono a sostenersi.
    3) Mancanza di una strategia integrata di promozione che coinvolga attori nazionali e internazionali e scarso o deleterio utilizzo dei canali digitali.
    Noi abbiamo puntato sulla promozione digitale attraverso Visit Sicily (www.visitsicily.travel), iniziativa assolutamente privata per la promozione nazionale e internazionale della Sicilia.
    Se si vede il sito regionale siciliano è facile capire l’esigenza per cui questo è nato. Se invece si analizza il contesto nazionale basta leggere qui quanto è costato alla fine il sito del turismo italiano http://hi-tech.leonardo.it/italia-it-chiude-dieci-anni-di-soldi-pubblici-sprecati-il-costo-enorme-di-un-sito-mai-nato/… per quali risultati raggiunti?

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